venerdì 28 ottobre 2011

1 - Incontro

    Bandiere, stendardi di libertà studentesca, tingevano l'aria di rosso. Le urla, i suoni delle mani agitate parevano proiettili in quella manifestazione.
La piante, come in un valzer, ondeggiavano come quegli studenti; quei 500 "discipula" che intonavano cadute di governo e fiamme umane di ministri, che non eran molto graditi all'epoca. E forse anche tutt'ora al sol ricordo.
    Tutto ciò era il rimasuglio, le spoglie, di una ribellione pacifica che, ancora oggi, è accolta nei loro pensieri con un "Ma ti ricordi?"; la frase che accoglie i ricordi collettivi più memorabili.
Seduta ai piedi del Duomo, una ragazza osservava, scrutava i visi stanchi ma felici dei giovani manifestanti. In quella protesta non v'erano state divisioni; un istinto di uguaglianza, di intensa unione, aveva unito tutti quei giovani adulti. Tipologie di liceo, razza, religione... tutto era stato immesso in un frullatore e espanso nella città assaltata, come tante farfalle che si erano appoggiate sulle spalle, vicino alle orecchie delle persone.
    Codesta apologia, come ogni cosa, da atto si trasformò in potenza: perché dai fatti piacevoli possono nascerne altri dello stesso livello, della stessa natura. Ma questo non pregiudica che dalla bontà nasca altra bontà, o bene.
Però, in bene o in male, determinate azioni, pensieri, emozioni ti mutano la vita, sempre nel contesto greco dell'eros e del tanatos.
    - Teresa noi andiamo al bar a prendere qualcosa, ti unisci a noi?
La ragazza sedente del Duomo guardò colei che aveva proferito quelle parole. Sveva, fanciulla dai capelli rosse come le bandiere, con due enormi occhi azzurri color libellula.
Vicino a lei vi erano persone conosciute, amici di scuola che avevano anche loro aderito e combattuto per i loro diritti. Fra loro c'erano anche due ragazzi, un castano e un moro, che Teresa non aveva mai visto. Di fama conosceva il moro, ma l'altro era tutto un mistero che a lei non interessava. Soprattutto di un giovane uomo con basette ottocentesche, inconsuetamente snob.
    Durante il tragitto il castano continuava a interagire con due ragazze del gruppo, deridendole. Canzonava continuamente il fidanzato di una delle due, che dicevano assomigliare a Ringo Star. Lui sogghignava, sapeva solamente deridere la gente. Era il suo mestiere preferito.
Sfortunatamente Teresa, al bar, si trovò dirimpetto a lui al tavolino. Lui e il moro ordinarono due prosecchi alle undici del mattino, mentre Teresa li studiava con la sua acqua tonica da duemila lire.
    Le avevano disegnato, durante la manifestazione, due linee sulle gotee stile marine americano. Erano molto evidenti e le qualità erano piuttosto scarse. Lui continuava a fissarli.
- Perché hai due baffi da gatto?
E dopo la spiegazione di Teresa si mise a ridere, tirando gomitate all'amico moro che era seduto vicino a lui. Il deridente si presentò: si chiamava Dylan. Proveniva da una famiglia borghese, abitante nel circondario, in campagna, di origini americane.
"Il nome dice tutto, come si suol dire." pensò la ragazza alzando gli occhi e sorseggiando la sua bibita.
    Intanto Dylan il castano continuava a prendere in giro le persone. Una per una, faceva il giro di tutti i tavolini adiacenti. Derideva i predestinati e bestemmiava come un buttero maremmano, divorando tutto ciò che pronunciava con la sua erre moscia.
Ora era di nuovo il turno di Teresa, lui la guardò. Non vi erano vie di fuga per la giovane studentessa.
- Come fai ad essere animalista se mangi la carne?
Quella fu la loro prima discussione, che man mano prese vita e finì con delle risate; come tutte le loro prime discussioni, quand'era ancora bello litigare con lui.
    Uscirono dal bar. La mattinata novembrina si era riscaldata e un sole autunnale si divincolava dalle nuvole. La maggior parte degli studenti si stava avviando verso casa, verso le pensiline dei pullman.
Sul marciapiede Teresa leggeva la mano, decifrava il palmo di alcune ragazze del gruppo, curiose di sapere se l'amore li avesse potuto fare compagnia durante la vita. Dylan udì la passione della ragazza per la chiromanzia. Si avvicinò a lei e girò il palmo della sua mano verso il suo viso, tendendola ben aperta.
- Dimmi se avrò dei soldi. - le domando, sarcastico.
Teresa spiegò cosa ci fosse scritto fra le linee carnali del suo palmo, parlando di amore, fortuna... ma non gli disse la durata della sua vita. La linea della vita di Dylan era corta e dilaniata da altre linee.
- Per quanto riguarda i guadagni, lo saprai alla prossima puntata! - gli disse guardandolo negli occhi.